In memoria di Suor Irmilla

Le riflessioni di Don Angelo Zorloni e di Don Fabio Molon per Suor Irmilla e le Piccole Suore della Sacra Famiglia

 

da Don Angelo: Il grembiule di suor Irmilla
“Siamo soltanto servitori. Abbiamo fatto quel che dovevamo fare”» (Lc 17, 10). Questo versetto del Vangelo mi viene subito in mente se penso a suor Irmilla (e con lei,
l’inseparabile suor Pia). Ancor meglio, mi pare sia una caratteristica non solo
personale, ma delle Piccole Suore della Sacra Famiglia; è il carisma che le
contraddistingue, da come ho visto e ne ho sentito ascoltando la lunga storia di presenza a Cologno Monzese, dove entrambe hanno speso la quasi totalità della loro vita consacrata.
Mi piace pensarle anche Lassù, nella “Casa dai molti posti” con il grembiule, la vera “stola sacerdotale” di ogni battezzato, che è il miglior capo di abbigliamento di ogni consacrata. L’immagine del grembiule, che rimanda subito alla cucina, regno di suor Irmilla, dice quel senso di semplice famigliarità, accessibilità, ascolto, servizio, di cui profuma una vera casa. È il profumo che rimane nella nostra città e nelle nostre parrocchie di Cologno segnate dalla storia più che secolare delle nostre suore, che hanno insegnato questo stile a tante giovani donne. Una di loro mi diceva: “Le nostre suore, pur non essendo mamme, lo sono state per noi, e ci hanno insegnato a  diventarlo”. Un elogio evangelico di prima grandezza. Il grembiule di suor Irmilla, indossato per decenni nella Scuola dell’Infanzia Amalia, tra i ragazzi dell’oratorio san Marco, con le famiglie della parrocchia è uno sprone per tutti: va indossato con la sua stessa semplicità operosa, con umiltà mai segnata da
ritrosia, con solerzia e competenza. Lo stile del servo che ha fatto semplicemente quel
che doveva fare è un’eredità che rimane a tutti noi; ben più di una nostalgia di quel che
è stato, ma una parola evangelica da raccogliere. Grazie a suor Irmilla, suor Pia e tutte le Piccole Suore della Sacra Famiglia.
don Angelo Zorloni, parroco a Cologno Monzese

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 Da Don Fabio: Le vergini sagge

Le vergini sagge che hanno accolto lo Sposo e lo hanno seguito alla festa di nozze – racconta la parabola del Vangelo – sono coloro che “insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi”
(Mt 25,4). Ho provato a immaginare quali siano stati per suor Irmilla questi piccoli vasi che le hanno permesso di custodire l’olio fino alla fine, così da essere pronta ad accogliere lo Sposo della sua vita.

Il primo vaso, forse il più capiente, è stato il vaso della preghiera. Non era difficile intuire l’intimità del rapporto di suor Irmilla con il suo Signore, perché traspariva dalle sue parole e dal suo atteggiamento plasmato dalla preghiera quotidiana, desiderata, custodita, approfondita. Dalla preghiera personale sgorgava la capacità di insegnare a pregare, di coinvolgere anche i più piccoli nel grande dialogo con Dio. Lo sguardo, il tono della voce, i gesti, i canti, erano gli ingredienti con cui suor Irmilla non si è mai
stancata di educare alla preghiera; una preghiera semplice, apprezzata da piccoli e adulti, perché familiare, immediata, accessibile a tutti.

Il secondo vaso è quello della cura nelle piccole cose. Quando l’anno scorso in occasione del saluto alla comunità di Cologno, tantissime persone raccontavano della “pasta in bianco” di suor Irmilla,
inizialmente mi sembrava un apprezzamento poco carino: dire ad una cuoca che il piatto più buono che
cucinava era la pasta in bianco non mi sembrava un grande complimento. Poi ho capito che quella pasta in bianco era molto di più di un piatto: era il modo con cui suor Irmilla si prendeva cura di tutti, di chi
non sentiva bene, di chi non voleva mangiare e trovava nella pasta in bianco un’alternativa premurosa e attenta. Come la pasta in bianco, così in tanti potrebbero raccontare altri gesti di cura che hanno
ricevuto da suor Irmilla e che si concretizzavano mai in modo eclatante e ostentato ma sempre attraverso piccoli gesti di premura, attraverso la cura nelle piccole cose.

Il terzo vaso è quello della cura per la bellezza. Insieme a suor Pia si occupavano della sistemazione dell’altare, della cappella dell’oratorio con una passione e una dedizione unica. Stirare, tirare, accarezzare perché tutto fosse in ordine. Un fiore, un quadretto, una candela: le case abitate dalle suore sono sempre avvolte da una cura che rende belli anche gli ambienti più semplici. È la bellezza dell’amore che diventa ordinario ma mai scontato, che non ha bisogno di grandi risorse per fare la differenza. Suor Irmilla, almeno negli ultimi anni, era la custode di questa bellezza, semplice e curata.

Il quarto vaso è la capacità di ascoltare. Personalmente ho incontrato le piccole suore della Sacra Famiglia negli ultimi anni della loro presenza a Cologno quando non c’era più l’oratorio femminile e quando non seguivano più la scuola dell’infanzia. La loro presenza, da un punto di vista pastorale, era
molto limitata, eppure circondata da un affetto infinito da parte della gente. Da dove nasceva questo affetto? Credo che le nostre suore siano diventate dei punti di riferimento importanti per tante famiglie
proprio dalla loro capacità di ascoltare in modo discreto ma attento così da poter dire parole buone, di consolazione. Suor Irmilla nei tanti anni vissuti a Cologno ha ascoltato, accompagnato, ricordato nella preghiera, tantissime situazioni, drammatiche o nioiose, diventando così “una di famiglia” per tante persone della città.

L’ultimo vasetto è forse quello più pesante, il cui involucro risulta a volte spigoloso. È il vaso dell’obbedienza. Pur nella fatica di alcune decisioni, soprattutto in questo ultimo periodo, suor Irmilla non ha mai vacillato nella sua scelta di obbedire sempre e fino in fondo dando a tutti, giovani e anziani, una testimonianza luminosa di obbedienza, frutto di un cuore libero e tutto donato a Dio e alla sua Chiesa.

Ora che lo Sposo è arrivato, sono certo che abbia trovato suor Irmilla vigilante e pronta, con la lampada ben accesa così da partecipare alla festa di nozze con il Signore risorto.

don Fabio Molon

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Un ricordo speciale

Ricordiamo Suor Irmilla, con Suor Pia e suor Lia in un’intervista condotta dalla biblioteca civica di Cologno Monzese.

Nell’intervista si racconta come Suor Irmilla fosse la specialista del pallone di San Marco e come accoglieva bimbi e genitori, all’asilo, con i profumi della sua cucina.

Alla fine del video, il grazie accorato di Suor Irmilla alla comunità di Cologno che ha voluto davvero molto bene alle Piccole Suore della Sacra Famiglia. E poi la rassicurazione di Suor Pia con il ricordo ogni giorno – dice nel video – nella preghiera di tutti i bambini che sono passati alla Scuola Amalia.

Oggi il carisma di queste suore continua nella comunità di Santa Maria.

Guarda l’intervista su youtube
registrata il 29 luglio 2025 dalla Biblioteca Civica.

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NOTIZIE DA PADRE BENIAMINO – 3 luglio

Questa volta il colera ha raggiunto i nostri villaggi, proprio quelli della nostra missione dove seguiamo le scuole e abbiamo scavato i pozzi per l’acqua potabile. Si sa il colera é un problema di igiene; purtroppo la popolazione usa l’acqua del fiume Oubangui per quasi tutti i bisogni: ci si lava, si fa il bucato, si lavano le stoviglie e anche si beve quell’acqua. Circa ogni decina di anni avviene il colera nei nostri villaggi. Questa volta semba essere più serio del solito. Improvvisamente una persona inizia con sintomi di forte diarrea e vomito che ingenerano disidratazione, indebolimento totale e puo’ sopraggiungere la morte. I Più toccati dall’epidemia sono i bambinie i ragazzi. Inizialmente si é parlato di 24 decessi e oltre duecento infetti in sei villaggi. Proprio questa mattina mi ha chiamato il catechista di Ndimba uno dei villaggi puù colpiti e mi ha aggiornato sul numero dei decessi che ha ormai superato la trentina. Il colera é molto contagioso e ci vuole il contatto fisico per la propagazione: stretta di mano, toccarsi. E’ facilmente curabile ma servono i medicinali adatti. Il paese e il comune di Bimbo ha riconosciuto l’esistenza dell’epidemia e sono già nei villaggi da alcuni giorni l’OMS, Medicins sans frontières, UNICEF. Fanno sensibilizzazione sulle condizioni igieniche da rispittare e curano gli infetti. Quando ieri mattina 2 luglio mi ha chiamato il catechista di Ndimba aggiornandomi sulla situazione, gli ho chiesto di cosa hanno bisogno, lui mi ha detto che serve sapone e prodotti igienici. Con la Caritas parrocchiale ci siamo mossi e abbiamo inviato dei cartoni di sapone e prodotti igenizzanti in ogni villaggio da distribuire alle famiglie. Vista la grande mobilità dai villaggi a Bimbo via fiume, é stato disposto un controllo su ogni piroga che arriva dai villaggi: si misura la febbre e se ci sono segnali che indicano una possibile infezione si viene mandati all’ospedale per maggiori controlli. Per ora non sono segnalati casi qui da noi a Bimbo ma la nostra gente mi ha priobito di andare nei villaggi. Speriamo bene. ​​​P. Beniamino

NOTIZIE DA PADRE BENIAMINO – 4 luglio

Ciao. Ho parlato con il medico che segue i villaggi e l’ evoluzione dell’ epidemia di colera.
Mi ha detto che i malati sono in aumento purtroppo. Così come i decessi.
Hanno installato un cordone sanitario e tutte le vie di accesso sono bloccate non si può accedere alla zona e non si può uscire. Quindi la popolazione è isolata, solo il personale medico e le missioni ufficiali sono autorizzati.
In ogni villaggio è stato insistito un centro di monitoraggio. La sua funzione è di sensibilizzare la popolazione, fare esami rapidi di positività o negatività dei casi sospetti e somministrare le cure ai positivi.
Il grande problema è la popolazione di cui non ci si occupa.
Non potendo uscire dalla zona l’ approvvigionamento di generi alimentari e di igiene è impossibile e comincia a farsi sentire il problema della nutrizione nei bambini e anziani.

Le necessità sarebbero di inviare sale,riso, zucchero, sapone, olio.

Mi ha detto che loro sono disponibili a portare questi prodotti a Ndim il villaggio centrale e da lì i catechisti farebbero lo smistamento nei vari villaggi. Tra i villaggi della zona la gente può comunicare e percorrere via fiume per raggiungere i vari villaggi.

50 kg di riso costa 50.000 fr cioè sui 76 euro
Un cartone con 80 pezzi di sapone 18.000 fr 27 euro. 50 kg di zucchero 50000 fr 76 euro. 25 litri ti olio 16000 fr 25 euro.
Io per ora posso inviare solo 5 cartoni di sapone.

fiume repubblica centrafricana
Fiume Repubblica Centrafricana

AGGIORNAMENTO PADRE BENIAMONO – 6 luglio

Questa mattina Jiango Be Africa, grazie al sostegno ricevuto nelle ultime 48 ore da molti benefattori, ha predisposto un bonifico di 4000€ per l’emergenza colera destinato alla popolazione Centrafricana.

Ecco le notizie appena pervenute da Padre Beniamino.

Aggiornamento sul progetto di intervento per l’emergenza colera nei villaggi di Bimbo

Sono appena rientrato da un’importante riunione con tutto lo staff della circoscrizione sanitaria di Bimbo, responsabile della gestione dell’emergenza colera nei villaggi situati lungo il fiume.

L’incontro è stato molto positivo. Le autorità sanitarie hanno accolto con grande favore la nostra proposta di intervento, riconoscendo che risponde a un bisogno concreto e urgente della popolazione.

Purtroppo l’emergenza non è ancora terminata. Continuano infatti a registrarsi nuovi casi di colera sia nei villaggi della zona sia sull’altra sponda del fiume, nella Repubblica del Congo. Ad oggi i casi complessivi superano le 300 persone. I pazienti più gravi sono assistiti in tre centri di trattamento appositamente allestiti, mentre gli altri vengono seguiti presso le proprie abitazioni. Una delle principali difficoltà rimane la prevenzione: molte famiglie, infatti, non dispongono delle conoscenze e dei mezzi necessari per adottare adeguate misure igienico-sanitarie.

Le autorità sanitarie ci hanno chiesto che ogni iniziativa sia realizzata in stretta collaborazione con loro e comunicata al Ministero della Sanità. Accogliamo con convinzione questa richiesta, perché crediamo che lavorare insieme alle istituzioni sia fondamentale per garantire un intervento efficace e trasparente.

Mercoledì prossimo si terrà una grande riunione con tutti i capi villaggio e il personale sanitario dei villaggi coinvolti. In quella sede presenteremo nel dettaglio il progetto, con il cronoprogramma delle attività, il budget previsto e gli obiettivi dell’intervento.

Il primo passo sarà la realizzazione di un censimento delle famiglie maggiormente vulnerabili, con particolare attenzione ai nuclei in cui sono presenti persone malate e anziani a carico. Sulla base di questi dati organizzeremo la distribuzione degli aiuti.

Non appena i fondi saranno disponibili, la Caritas provvederà all’acquisto dei beni di prima necessità per preparare almeno 1.200 kit familiari. Ogni kit conterrà indicativamente:
– 5 kg di riso;
– 2 kg di zucchero;
– 1 kg di sale;
– 1,5-2 litri di olio;
– saponi per l’igiene personale e domestica.

La distribuzione sarà effettuata congiuntamente dalla Caritas, dai capi villaggio e dal personale sanitario locale, così da garantire che gli aiuti raggiungano le famiglie che ne hanno maggiormente bisogno. I tempi di avvio dell’intervento dipenderanno dalla disponibilità dei fondi. Siamo però pronti a partire non appena avremo le risorse necessarie.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che stanno sostenendo questo progetto. Ogni contributo rappresenta un aiuto concreto per proteggere centinaia di famiglie e affrontare insieme questa emergenza con speranza e solidarietà.

Colera in Centrafrica: mancano acqua e igiene, e la gente si ammala

Aggiornamenti dai media: leggi l’articolo pubblicato su SIR, Servizio Informazione Religiosa

Da Jango Be Africa – Aggiornamento sul progetto di emergenza colera – 8 luglio

Desideriamo condividere con tutti voi una bellissima notizia.

La vostra generosità è stata davvero straordinaria: grazie al contributo di tanti benefattori siamo riusciti a raccogliere 21.870 euro. È un risultato importante che ci permetterà di realizzare un intervento concreto a favore delle famiglie colpite dall’emergenza colera.

Oggi Padre Beniamino avrà un incontro con il distretto sanitario e con le autorità locali per definire, insieme, le modalità di intervento più efficaci. È fondamentale che ogni azione venga pianificata e coordinata con le istituzioni sanitarie, affinché gli aiuti raggiungano rapidamente le persone che ne hanno più bisogno.

L’obiettivo sarà quello di intervenire nell’immediato con la distribuzione di kit alimentari e di beni di prima necessità alle famiglie più vulnerabili. Allo stesso tempo, grazie alle risorse raccolte, sarà possibile iniziare a progettare anche interventi più duraturi, come la realizzazione di pozzi per l’accesso ad acqua pulita. Garantire una fonte sicura di acqua rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per prevenire nuovi focolai di colera e migliorare le condizioni di vita delle comunità.

Vi terremo costantemente aggiornati sugli sviluppi del progetto, sulle decisioni che verranno prese insieme alle autorità sanitarie e sull’utilizzo dei fondi raccolti.

A nome di Padre Beniamino, della Caritas e di tutte le comunità che potranno beneficiare di questo intervento, grazie di cuore. La vostra solidarietà si sta trasformando in un aiuto concreto oggi e in un investimento per un futuro più sicuro e dignitoso per centinaia di famiglie.

Mi sembra bello condividere che la solidarietà è ancora un valore presente nelle nostre società…non ci aspettavamo una risposta così generosa… sarà di grande aiuto per la popolazione Centrafricana ma è di certo un gesto che rende i nostri missionari meno soli e li stimola ad andare avanti

Antonella