Due discernimenti del Consiglio pastorale della nostra Comunità 

Due discernimenti del Consiglio pastorale della nostra Comunità 

 

Sulle celebrazioni dei funerali

1. Abbiamo una grande esperienza di celebrazione delle esequie nella nostra città di Cologno: solo nel 2025 ne sono state celebrate 475. Quella
generazione che 60 anni fa, insieme, venne qui per lavorare, insieme se ne va: è un segno di questo tempo. Numeri così ci interrogano: sulla loro sostenibilità, soprattutto se pensiamo al futuro e al numero di preti che saranno a Cologno. E ci interrogano sul modo con cui celebriamo i funerali, oggi e anche domani.

2. I funerali chiedono molte energie e tempo nel nostro servizio pastorale. Non è infrequente celebrare 2-3 funerali al giorno. Abbiamo grande cura nell’incontrare sempre i famigliari, condividerne il dolore e la speranza, per leggerli alla luce della morte e della resurrezione di Gesù: è ciò che ci sta a cuore, prima di ogni altra cosa. La stessa cura va nella celebrazione, che coinvolge anche laici, diaconi, ministri e religiose nell’animazione e nel servizio.

3. Rileviamo che, in tante situazioni, nella richiesta del funerale religioso spesso prevale l’ovvia usanza e la richiesta di una commemorazione dolente e grata, che onori il defunto. Ma ai cristiani sta a cuore il Vangelo: fiduciosi nella promessa di Gesù morto e risorto, nelle esequie non celebriamo tanto un mesto “addio” quanto la certa speranza di un “arrivederci” in paradiso: “A Dio!”, non “addio”. Nulla è perduto di quanto abbiamo vissuto nell’amore, già quaggiù. Questo ci sta a cuore celebrare e annunciare.

4. La questione di come celebrare le esequie si pone dunque con urgenza. È un altro dato di fatto che il linguaggio della celebrazione eucaristica, per noi così preziosa e cara, è per i più estraneo o dimenticato: gli imbarazzi e i silenzi sono evidenti. Va detto che la Chiesa non ha soltanto l’Eucaristia come forma di celebrazione delle esequie; è possibile che siano celebrate con una Liturgia della Parola. Per secoli è stato fatto proprio così. L’esperienza ci dice che oggi questa è la forma da preferire perché capace di mettere in forte evidenza per tutti l’annuncio cristiano sulla morte, con linguaggi più in sintonia con chi è presente.

5. Con il Consiglio pastorale, è parso opportuno che nella Comunità pastorale san Carlo Acutis in Cologno Monzese, a cominciare dal 1 luglio p.v. la forma comune e ordinaria dei funerali sia la Liturgia della Parola, con la distribuzione della Comunione a quanti lo desiderano: la salma sarà accolta con la benedizione e l’incensazione, si ascolterà la Parola di Dio, a cui seguirà l’omelia: invocheremo i santi perché accompagnino i nostri cari al cospetto del Padre e, pregato il Padre nostro, si distribuirà la Comunione a quanti tra i presenti vorranno riceverla. Il colloquio con i famigliari del defunto, in ogni caso, resta il luogo per la definizione della liturgia. Inoltre, in ogni Messa della domenica successiva il nome di  ogni defunto della settmana sarà ricordato nella preghiera della Comunità, riunita per celebrare Cristo risorto. Abbiamo avvisato il Vicario Episcopale di questa nostra valutazione, che peraltro già altre Comunità della diocesi ambrosiana hanno da tempo attuato.

6. Non perdiamo nulla di quanto abbiamo e crediamo se cerchiamo il Signore in forme più adatte a questo tempo. Non perde nulla il culto dei defunti, né l’onore che ad essi spetta. Né tantomeno la centralità dell’Eucaristia, che ha nella domenica e nella Comunità riunita il suo giorno e la sua forma specifica. Siamo certi che tutti dobbiamo «essere audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità» come l’Evangelii Gaudium di papa Francesco ci ricorda.
Tante volte alla Chiesa è accaduto: non abbiamo timore della storia.

 

Sulle celebrazioni durante il tempo dell’assenza di un prete

1. Tre punti fermi per discernere e decidere.

Primo: anche in assenza di un prete non possiamo rinunciare a condurre a pascoli ubertosi il gregge dove scorrono acque fresche (Sal 23). È la
ragione della vita della Chiesa.

Secondo: Dio pensa anche ai preti: “Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce” vale anche per i pastori. È legittimo e doveroso che il prete trovi qualche tempo sia di riposo sia di preghiera negli esercizi spirituali annuali.

Terzo: dobbiamo provvedere al futuro delle nostre Comunità. In questo cambiamento d’epoca è tra i primi nostri compiti. Il tempo è superiore allo spazio, ci ricordava spesso papa Francesco.

 2. Abbiamo due risorse:

  • La Chiesa si nutre quotidianamente non soltanto con l’Eucaristia. La Parola di Dio di ogni giorno, la Liturgia delle Ore, innanzitutto, e anche il Rosario, sono sorgenti sempre zampillanti di grazia.
  • I laici, le religiose, i diaconi (in modo loro specifico) in virtù del Battesimo sono costruttori di Chiesa, in comunione coi pastori, e  corresponsabili della sua vitalità. E sono abilitati a guidarne la preghiera. Entro un decennio vedremo tutta la necessità e la fecondità di entrambe le risorse: a noi sta preparane già ora la praticabilità, perché la chiesa sia sempre la fontana del villaggio (secondo le parole di papa Giovanni XXIII).

3. Alla luce di ciò, in Consiglio pastorale abbiamo deciso che quando un prete si assenta:

A) Viene sostituito dai suoi confratelli per i funerali e le Messe festive, ma non ogni giorno per l’Eucaristia quotidiana.
B) Non viene meno la preghiera della sua Parrocchia:

  • In uno solo dei giorni della sua assenza ci sarà la celebrazione della Messa, presieduta di un altro prete, secondo un calendario annunciato la domenica precedente l’assenza.
  • Negli altri giorni si curerà, negli stessi orari, la Liturgia delle Ore delle Lodi o dei Vespri con l’ascolto delle Letture del giorno, con la presidenza di laici preparati. Qualora non ci siano ancora laici formati per presiedere la Liturgia delle Ore, se necessario, sarà presente una religiosa della Comunità pastorale.
  • Non mancherà in questi momenti la preghiera per i defunti, qualora richiesto dalle famiglie; e nella successiva Messa vigiliare (il sabato sera) se ne farà menzione nelle Preghiere dei fedeli.

 4. Ciò sarà una occasione di nuova grazia, non la perdita di un nutrimento. E sarà una opportunità di arricchire le nostre Comunità di carismi, di formazione, di corresponsabilità. È già possibile avviare una formazione di laici disponibili a guidare questa preghiera liturgica. Ci conforta in questa scelta il cammino della diocesi ambrosiana sull’istituzione dei ministeri laicali e l’esperienza già in atto in altre parrocchie o diocesi.
Il Vicario Episcopale è già avvisato di ogni nostro passo.

5. Avviamo così il discernimento degli attuali orari delle Messe festive e feriali nella Comunità Pastorale, entrando nel termine del triennio della sperimentazione degli orari scelti dall’Avvento 2024, come da decisione presa allora nel CP.
Si va avanti. Umilmente, fiduciosamente, intelligentemente, coraggiosamente.


Cologno Monzese, 18 maggio 2026
I preti, i diaconi, le suore
e il Consiglio Pastorale
della Comunità san Carlo Acutis

 

 

 

missione-emergenza-colera-2026

NOTIZIE DA PADRE BENIAMINO – 3 luglio

Questa volta il colera ha raggiunto i nostri villaggi, proprio quelli della nostra missione dove seguiamo le scuole e abbiamo scavato i pozzi per l’acqua potabile. Si sa il colera é un problema di igiene; purtroppo la popolazione usa l’acqua del fiume Oubangui per quasi tutti i bisogni: ci si lava, si fa il bucato, si lavano le stoviglie e anche si beve quell’acqua. Circa ogni decina di anni avviene il colera nei nostri villaggi. Questa volta semba essere più serio del solito. Improvvisamente una persona inizia con sintomi di forte diarrea e vomito che ingenerano disidratazione, indebolimento totale e puo’ sopraggiungere la morte. I Più toccati dall’epidemia sono i bambinie i ragazzi. Inizialmente si é parlato di 24 decessi e oltre duecento infetti in sei villaggi. Proprio questa mattina mi ha chiamato il catechista di Ndimba uno dei villaggi puù colpiti e mi ha aggiornato sul numero dei decessi che ha ormai superato la trentina. Il colera é molto contagioso e ci vuole il contatto fisico per la propagazione: stretta di mano, toccarsi. E’ facilmente curabile ma servono i medicinali adatti. Il paese e il comune di Bimbo ha riconosciuto l’esistenza dell’epidemia e sono già nei villaggi da alcuni giorni l’OMS, Medicins sans frontières, UNICEF. Fanno sensibilizzazione sulle condizioni igieniche da rispittare e curano gli infetti. Quando ieri mattina 2 luglio mi ha chiamato il catechista di Ndimba aggiornandomi sulla situazione, gli ho chiesto di cosa hanno bisogno, lui mi ha detto che serve sapone e prodotti igienici. Con la Caritas parrocchiale ci siamo mossi e abbiamo inviato dei cartoni di sapone e prodotti igenizzanti in ogni villaggio da distribuire alle famiglie. Vista la grande mobilità dai villaggi a Bimbo via fiume, é stato disposto un controllo su ogni piroga che arriva dai villaggi: si misura la febbre e se ci sono segnali che indicano una possibile infezione si viene mandati all’ospedale per maggiori controlli. Per ora non sono segnalati casi qui da noi a Bimbo ma la nostra gente mi ha priobito di andare nei villaggi. Speriamo bene. ​​​P. Beniamino

NOTIZIE DA PADRE BENIAMINO – 4 luglio

Ciao. Ho parlato con il medico che segue i villaggi e l’ evoluzione dell’ epidemia di colera.
Mi ha detto che i malati sono in aumento purtroppo. Così come i decessi.
Hanno installato un cordone sanitario e tutte le vie di accesso sono bloccate non si può accedere alla zona e non si può uscire. Quindi la popolazione è isolata, solo il personale medico e le missioni ufficiali sono autorizzati.
In ogni villaggio è stato insistito un centro di monitoraggio. La sua funzione è di sensibilizzare la popolazione, fare esami rapidi di positività o negatività dei casi sospetti e somministrare le cure ai positivi.
Il grande problema è la popolazione di cui non ci si occupa.
Non potendo uscire dalla zona l’ approvvigionamento di generi alimentari e di igiene è impossibile e comincia a farsi sentire il problema della nutrizione nei bambini e anziani.

Le necessità sarebbero di inviare sale,riso, zucchero, sapone, olio.

Mi ha detto che loro sono disponibili a portare questi prodotti a Ndim il villaggio centrale e da lì i catechisti farebbero lo smistamento nei vari villaggi. Tra i villaggi della zona la gente può comunicare e percorrere via fiume per raggiungere i vari villaggi.

50 kg di riso costa 50.000 fr cioè sui 76 euro
Un cartone con 80 pezzi di sapone 18.000 fr 27 euro. 50 kg di zucchero 50000 fr 76 euro. 25 litri ti olio 16000 fr 25 euro.
Io per ora posso inviare solo 5 cartoni di sapone.

fiume repubblica centrafricana
Fiume Repubblica Centrafricana

AGGIORNAMENTO PADRE BENIAMONO – 6 luglio

Questa mattina Jiango Be Africa, grazie al sostegno ricevuto nelle ultime 48 ore da molti benefattori, ha predisposto un bonifico di 4000€ per l’emergenza colera destinato alla popolazione Centrafricana.

Ecco le notizie appena pervenute da Padre Beniamino.

Aggiornamento sul progetto di intervento per l’emergenza colera nei villaggi di Bimbo

Sono appena rientrato da un’importante riunione con tutto lo staff della circoscrizione sanitaria di Bimbo, responsabile della gestione dell’emergenza colera nei villaggi situati lungo il fiume.

L’incontro è stato molto positivo. Le autorità sanitarie hanno accolto con grande favore la nostra proposta di intervento, riconoscendo che risponde a un bisogno concreto e urgente della popolazione.

Purtroppo l’emergenza non è ancora terminata. Continuano infatti a registrarsi nuovi casi di colera sia nei villaggi della zona sia sull’altra sponda del fiume, nella Repubblica del Congo. Ad oggi i casi complessivi superano le 300 persone. I pazienti più gravi sono assistiti in tre centri di trattamento appositamente allestiti, mentre gli altri vengono seguiti presso le proprie abitazioni. Una delle principali difficoltà rimane la prevenzione: molte famiglie, infatti, non dispongono delle conoscenze e dei mezzi necessari per adottare adeguate misure igienico-sanitarie.

Le autorità sanitarie ci hanno chiesto che ogni iniziativa sia realizzata in stretta collaborazione con loro e comunicata al Ministero della Sanità. Accogliamo con convinzione questa richiesta, perché crediamo che lavorare insieme alle istituzioni sia fondamentale per garantire un intervento efficace e trasparente.

Mercoledì prossimo si terrà una grande riunione con tutti i capi villaggio e il personale sanitario dei villaggi coinvolti. In quella sede presenteremo nel dettaglio il progetto, con il cronoprogramma delle attività, il budget previsto e gli obiettivi dell’intervento.

Il primo passo sarà la realizzazione di un censimento delle famiglie maggiormente vulnerabili, con particolare attenzione ai nuclei in cui sono presenti persone malate e anziani a carico. Sulla base di questi dati organizzeremo la distribuzione degli aiuti.

Non appena i fondi saranno disponibili, la Caritas provvederà all’acquisto dei beni di prima necessità per preparare almeno 1.200 kit familiari. Ogni kit conterrà indicativamente:
– 5 kg di riso;
– 2 kg di zucchero;
– 1 kg di sale;
– 1,5-2 litri di olio;
– saponi per l’igiene personale e domestica.

La distribuzione sarà effettuata congiuntamente dalla Caritas, dai capi villaggio e dal personale sanitario locale, così da garantire che gli aiuti raggiungano le famiglie che ne hanno maggiormente bisogno. I tempi di avvio dell’intervento dipenderanno dalla disponibilità dei fondi. Siamo però pronti a partire non appena avremo le risorse necessarie.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che stanno sostenendo questo progetto. Ogni contributo rappresenta un aiuto concreto per proteggere centinaia di famiglie e affrontare insieme questa emergenza con speranza e solidarietà.

Colera in Centrafrica: mancano acqua e igiene, e la gente si ammala

Aggiornamenti dai media: leggi l’articolo pubblicato su SIR, Servizio Informazione Religiosa

Da Jango Be Africa – Aggiornamento sul progetto di emergenza colera – 8 luglio

Desideriamo condividere con tutti voi una bellissima notizia.

La vostra generosità è stata davvero straordinaria: grazie al contributo di tanti benefattori siamo riusciti a raccogliere 21.870 euro. È un risultato importante che ci permetterà di realizzare un intervento concreto a favore delle famiglie colpite dall’emergenza colera.

Oggi Padre Beniamino avrà un incontro con il distretto sanitario e con le autorità locali per definire, insieme, le modalità di intervento più efficaci. È fondamentale che ogni azione venga pianificata e coordinata con le istituzioni sanitarie, affinché gli aiuti raggiungano rapidamente le persone che ne hanno più bisogno.

L’obiettivo sarà quello di intervenire nell’immediato con la distribuzione di kit alimentari e di beni di prima necessità alle famiglie più vulnerabili. Allo stesso tempo, grazie alle risorse raccolte, sarà possibile iniziare a progettare anche interventi più duraturi, come la realizzazione di pozzi per l’accesso ad acqua pulita. Garantire una fonte sicura di acqua rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per prevenire nuovi focolai di colera e migliorare le condizioni di vita delle comunità.

Vi terremo costantemente aggiornati sugli sviluppi del progetto, sulle decisioni che verranno prese insieme alle autorità sanitarie e sull’utilizzo dei fondi raccolti.

A nome di Padre Beniamino, della Caritas e di tutte le comunità che potranno beneficiare di questo intervento, grazie di cuore. La vostra solidarietà si sta trasformando in un aiuto concreto oggi e in un investimento per un futuro più sicuro e dignitoso per centinaia di famiglie.

Mi sembra bello condividere che la solidarietà è ancora un valore presente nelle nostre società…non ci aspettavamo una risposta così generosa… sarà di grande aiuto per la popolazione Centrafricana ma è di certo un gesto che rende i nostri missionari meno soli e li stimola ad andare avanti

Antonella