Perchè una Comunità Pastorale

Insieme è meglio

Angeli che cantano la sinfonia del Signore

Opera del pittore Jan van Eyck, Olio su pannello in legno. L’opera “Angeli che suonano”, risalente al 1432  è custodina presso la cattedrale di San Bavo nella città di Gand, in Belgio , capoluogo delle Fiandre orientali.

La nascita della nostra Comunità Pastorale

È nel novembre 2022 che nasce la nostra Comunità Pastorale “Beato Carlo Acutis”.

In ogni famiglia, la nascita è sempre un grande momento, un evento a cui ci si prepara e in cui vengono coinvolte tante persone, che si uniscono e sostengono la famiglia.
È stato così anche per noi: le cinque parrocchie si sono preparate e hanno atteso con fiducia e rinnovata speranza il momento della nascita della Comunità Pastorale di Cologno Monzese. Non è cambiata la vita, l’attività di culto, di educazione o di carità nelle singole parrocchie, ma con la comunità pastorale tutto questo viene potenziato perché pensato e realizzato insieme.

Come in un’orchestra dove gli strumenti, ciascuno con un ruolo ben preciso, suonano insieme le note di una sinfonia complessiva, più grande, più bella, anche noi facciamo lo stesso. Le voci, gli strumenti, le capacità di ogni parrocchia diventano sinfonia a servizio di tutti. I doni e i carismi non sono esclusivi per me ma per il bene di tutti, nella sinfonia fraterna.

Un dono bellissimo, affidato a ciascuno di noi: preti, laici, diaconi, religiosi, singoli, famiglie, gruppi e associazioni. Ciascuno responsabile dell’esecuzione del proprio strumento, all’interno della sinfonia fraterna, sulle note dello spartito del Vangelo e sotto la direzione dello spirito di Gesù.

Per Comunità pastorale si intende «una forma di unità pastorale tra più parrocchie che hanno una cura pastorale unitaria e sono chiamate a un cammino unitario e coordinato. La denominazione indica un progetto forte di comunione e di condivisione tra le parrocchie coinvolte. La Comunità Pastorale è connotata poi da alcune caratteristiche, che sono irrinunciabili nel definirla.

Raggruppamento di parrocchie

Il raggruppamento di parrocchie costituente la Comunità pastorale è un soggetto, canonicamente costituito, con figure ministeriali destinate al suo servizio e provvisto di alcuni elementi identificativi, quali una sede e una denominazione, non desunta dalla semplice collocazione geografica, ma, al pari delle parrocchie, derivata da un richiamo al mistero della fede (il nome di uno o più santi, un titolo mariano, il riferimento a una persona della Santissima Trinità);

Il Consiglio Pastorale

La conduzione unitaria della Comunità pastorale ha come riferimento il Consiglio pastorale di Comunità pastorale, che si rapporta alla Diaconia, in cui sono presenti quanti si dedicano in modo più stabile con più ampia disponibilità di tempo al servizio della Comunità nel suo insieme;

Il Presbitero

L’individuazione di un presbitero che sia riferimento unitario per la Comunità pastorale (il Responsabile di Comunità pastorale), essendo anche canonicamente parroco di tutte le singole parrocchie di cui la Comunità pastorale si compone.

Il nome: Comunità Pastorale Beato Carlo Acutis

I Consigli pastorali delle 5 parrocchie di Cologno, venerdì 10 giugno 2022 hanno scelto il nome della Comunità Pastorale: Comunità Pastorale Beato Carlo Acutis.

È il nome di un giovane milanese, morto quindicenne nel 2006, beatificato nel 2020, appassionato di internet, musica, sport come tutti i ragazzi e ancor più del Signore Gesù, riconosciuto come amico dell’originalità di ciascuno, mai fotocopia di un altro. Il Beato Carlo ci aiuterà a creare un legame positivo e costruttivo tra generazioni e a stare vicini e connessi in modo particolare ai giovani.

La vera sfida, la vera bellezza, la profezia della Comunità pastorale sta nel pensare con il soggetto NOI e non con il soggetto IO; un noi che non cancella le singole chiese, ma i campanili; che non uniforma ma sinfonizza; che non centralizza, ma colloca le 5 parrocchie, che stanno sul territorio “tra le case”, nel comune pensare, nell’aiuto fraterno e paziente, nell’apertura e non nella autoreferenzialità.

 “Carlo era un ragazzo assolutamente normale, come la maggior parte dei suoi coetanei, ma con un’armonia assolutamente speciale, grazie alla sua grande amicizia con Gesù”.

Carlo Acutis, amico di Gesù

Un adolescente che brucia le tappe e che in soli 15 anni di vita scopre la bellezza di Gesù attraverso l’Eucaristia, che riceve a 7 anni, e la messa quotidiana. Accanto allo studio e alla famiglia, non manca mai di stare vicino agli amici, a chi ha bisogno, a chi è triste, a chi è in difficoltà. È intelligente, profondo, visionario, riesce ad essere in connessione con gli altri e con il cielo. Va contro corrente e non teme di raccontare il suo amore per Gesù, trascina tutti con suo entusiasmo e il suo sorriso e trasmette l’amore di Dio agli altri.

Prima della sua morte nel 2006, offrì le sue sofferenze per Papa Benedetto XVI e per la Chiesa, dicendo: “Offro tutte le mie sofferenze al Signore per il Papa e per la Chiesa, per non andare in purgatorio ma andare subito in paradiso

Carlo scrive che quando “ci si mette di fronte al sole ci si abbronza… ma quando ci si mette dinnanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi”.

Per Carlo “l’Eucaristia è la sua autostrada per il Cielo”, e anche il mezzo più potente per diventare santi in fretta.

Carlo, “l’innamorato di Dio”, ha vissuto questa forte presenza del divino nella sua vita terrena e ha cercato in tutti i modi di trasmetterla generosamente anche agli altri e tutt’ora, continua a intercedere affinché tutti possano mettere Dio al primo posto nella propria vita e dire come Carlo: “Non io ma Dio”; “Non l’amor proprio ma la gloria di Dio”; “La tristezza è lo sguardo rivolto verso sé stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio”.

Famosa è la sua frase: “Tutti nascono originali ma molti muoiono come fotocopie”.

L’Eucaristia alimenta inoltre in lui un fortissimo desiderio di sintonizzarsi costantemente con la voce del Signore, e di vivere sempre alla sua presenza. Facendo così, Carlo riesce a portare quello stile di vita appreso alla scuola dell’Eucaristia: lo stare tra i banchi di scuola, in pizzeria con gli amici o in piazzetta per la partita di pallone, o usare il computer, diventa Vangelo vissuto. Carlo è riuscito in modo straordinario, pur vivendo una esistenza ordinaria come quella di tanti, a dedicare la propria vita, attimo dopo attimo, al fine più alto a cui tutti gli uomini sono chiamati: la beatitudine eterna con Dio.

 

La vita di Carlo in sintesi

Carlo nasce a Londra il 13 maggio1991. Bambini precoce nello studio e nell’interesse per l’informatica, scopre presto la fede e la forza dell’eucaristia che testimonia con gioia e con perseveranza in ogni momento della sua vita, nell’ordinarietà del quotidiano. Carlo muore per una leucemia fulminante nel 2006, in soli 5 giorni dalla scoperta della malattia. Aveva 15 anni. Il 10 ottobre 2020 Carlo viene Beatificato ad Assisi, dove è sepolto. Durante il Giubileo del 2025, Carlo sarà proclamato santo. È il primo santo “millenials”.

La Preghiera della nostra Comunità Pastorale

Ti ringraziamo, o Dio,

perché la storia di questa città che amiamo

è stata sempre accompagnata della tua misericordia.

Anche noi possiamo cantare: “Eterno è il tuo amore per noi!”.

Ora ci chiami, Signore Gesù,

ad uscire dall’ombra rassicurante dei nostri campanili

per servire con amore esigente gli uomini e le donne di questa generazione.

Nella sinfonia delle nostre parrocchie

ascolteremo la voce del tuo Spirito

che ci sospinge, diversi e uniti, ad avventurarci con la sola forza del Vangelo

in questo cambiamento d’epoca così inquietante e promettente.

E nel tuo nome di Padre, ci sentiremo come una sola famiglia,

riuniti nella tua Chiesa che ci accoglie, fratelli tutti,

segno della tua casa che lassù ci aspetta nei cieli.

Amen.