Animare la messa in carcere

Nov 15, 2025 | Esperienze

È ormai qualche anno che andiamo a Opera ad animare la messa domenicale.

C’è chi suona la chitarra e chi canta. Gruppi di tre, quattro persone con la voglia di prestare un servizio che soprattutto all’inizio, non avevamo chiaro in che termini ci avrebbe coinvolto e impegnato.

Lasciamo il documento all’ingresso, ci danno un pass, poi al metal detector, e quindi accediamo al grande cortile. Da qui entriamo in un grande corridoio i cui muri sono addobbati con qualche poster, fotografie, testimonianze delle tante attività che si svolgono all’interno del carcere: teatro, invito alla lettura, invito allo studio per il conseguimento di un diploma, laboratori di vario genere. Anche un gattino ci segue, mentre arriviamo nella cappella dove sistemiamo le nostre sedie a lato dell’altare, il leggio con i testi delle canzoni, mentre iniziano ad arrivare i detenuti. Con alcuni c’è la confidenza che si è instaurata mese dopo mese. Ci salutano, ci offrono le caramelle, alcuni ci regalano braccialettini fatti da loro, disegni di strumenti musicali con dediche di ringraziamento. C’è anche chi ricama: ci mostra una dolcissima Madonna con il Bambino. La mette ai piedi dell’altare.

E poi la sorpresa, durante la messa: cantano, cantano tantissimo, bene e forte! Non te lo aspetti e ti senti in qualche modo utile nell’essere lì, ad animare quel momento domenicale. Abbiamo anche vissuto insieme la via crucis nel periodo di Pasqua. Abbiamo ascoltato alcune toccanti testimonianze. Li guardi negli occhi e sospendi ogni giudizio perché sei lì, e loro ti ringraziano e si congedano stringendoti le mani e dandoti appuntamento alle domeniche successive, sotto gli occhi attenti delle guardie. Ci dicono che noi siamo “il volto del mondo che sta fuori”.

La vita lì dentro è dura per tutti.

Prima di Natale alcuni di loro riceveranno dei cioccolatini come segno di auguri. Li abbiamo raccolti tra i vari gruppi parrocchiali, chiedendo dei prodotti incart5ati singolarmente  senza liquore. consegnati ai volontari che li confezioneranno per l’occasione. Un modo semplice per far arrivare un dono a chi forse non avrà altro segno che quello.

Torniamo a Cologno con la necessità di condividere nel viaggio in auto, i nostri pensieri e le nostre domande.

Al prossimo appuntamento!
Claudia e Francesca