21 dicembre: Laboratorio di biscotti

Laboratorio di biscotti genitore/bambin*

 

Domenica 21 Dicembre ore 15,30, presso il salone della pace dell’oratorio S.Marco.

L’invito è stato rivolto ai bambini e bambine fino a 10 anni per condividere un dolcissimo momento con i loro genitori!

In tanti hanno risposto e abbiamo passato un bellissimo pomeriggio in preparazione al Natale!

Dopo il momento di preghiera in cappellina con don Fabio, ci siamo cimentati nella preparazione di buonissimi biscotti natalizi insieme alle nostre cuoche dell’oratorio! La storia dell’omino di Pan di Zenzero e un pò di musica ci hanno tenuto compagnia per tutto il pomeriggio insieme!

Ci vediamo a Gennaio per la prossima animazione...a San Giuseppe! Buon Natale e buone feste!

Il significato di BISCOTTO

La parola deriva dal latino «panis biscotus», significante «pane cotto due volte». I biscotti sono una preparazione antica, caratterizzata da forte presenza del miele o dello zucchero e dalla completa cottura in forno: due caratteristiche che li rendevano conservabili anche per lunghi periodi.
Dal punto di vista della fabbricazione i biscotti si distinguono: in biscotti di pasta soffice e in biscotti secchi. I primi sono generalmente composti a base di uova, zucchero e farine. Nei biscotti secchi la base principale è lo zucchero, le farine di cereali, la fecola, il maizena o semolino di granturco, il burro.

La fantasia del pasticciere può più facilmente sbizzarrirsi nella fabbricazione dei biscotti soffici, di modo che se ne trovano sul mercato svariatissime qualità. I biscotti secchi sono di più lunga conservazione e anche di essi vi sono infinite forme e varietà. Conosciutissimi i biscotti di fabbricazione nazionale di Novara, di Saronno.

Notizie tratte dal sito: https://daginoilbonaparte.it/blog-di-cucina/biscotti-e-parole/

Il biscotto secco tipo Inglese

I biscotti secchi, tipo inglese, hanno una pasta compatta e sono fabbricati meccanicamente, mediante macchinario speciale (stampatrici). In Italia si fa molto uso dei cosiddetti biscotti inglesi o biscotti stampati, di pasta compatta, dei quali si fabbricano infinite fogge.

Il biscotto inglese trae origine da una specie di galletta o pane secco per marinai che il pasticciere inglese Edward nel 1803 volle fabbricare in formato più piccolo del normale e con l’aggiunta di burro. I primi biscotti inglesi di tale tipo furono gli Albert, qualità che fu imitata da numerosi produttori, di modo che i prodotti posti sul mercato furono numerosissimi.
Per rimanere sui temi di questo periodo parliamo oggi di biscotti e di dolci particolari, quelli che tradizionalmente erano chiamati i biscotti dei marinai. Il termine “biscotto” deriva dal latino medievale panis biscoctus che letteralmente significa “pane cotto due volte”.

Il biscotto del marinaio

Nelle navigazioni su percorsi brevi che non duravano più di una settimana, il marinaio poteva portarsi nel sacco delle provviste il pane fatto in casa, ma per i tratti più lunghi presto si comprese che i biscotti erano la soluzione più pratica.

Una necessità che comportò presto uno sviluppo industriale di questi prodotti; ad esempi nel 1336 i Bardi di Firenze fornirono alla Francia ben 2000 quintali di biscotti. Di fatto il loro acquisto divenne dispendioso nel caso in cui un governo decideva di avviare una campagna navale di ampie proporzioni. In alcune città marinare le botteghe dei fabbricanti di biscotti divennero tanto numerose al punto di occupare intere strade; ad esempio a Cagliari esisteva la “via dei biscottieri”, dove i proprietari delle botteghe erano costretti a lavorare di notte per evitare di occupare i forni pubblici che di giorno assicuravano alla popolazione cittadina il fabbisogno di pane. Quando Cristoforo Colombo partì alla scoperta dell’America, le sue caravelle vennero rifornite nel porto di Palos di tutto ciò che era necessario  per affrontare la lunga navigazione, includendo anche i biscotti!

In marina vien chiamato biscotto un tipo di galletta rotonda o quadra, fatta con farina di buona qualità, e destinata a sostituire il pane nella razione dell’equipaggio su navi sprovviste d’impianti di panificazione.

I biscotti di Natale

La tradizione dei biscotti natalizi in Italia è molto diffusa e numerose regioni hanno la propria ricetta tipica.
Ad esempio:
Crumbot: biscotti di Natale piemontesi a forma di “bambino di Natale”.
Baicoli: biscotti veneziani sottili e croccanti, ideali da accompagnare con zabaione.
Mustaccioli: biscotti napoletani, alla forma romboidale, morbidi e speziati, ricoperti di glassa al cioccolato fondente
Nadalin: dolce natalizio veronese, antenato del pandoro.
Pan Dolce Genovese: una sorta di pane dolce arricchito con canditi e uvetta.
Pan Speziale o Certosino: dolce natalizio bolognese a base di spezie, canditi e frutta secca.
Spongata di Brescello: dolce a base di pasta frolla, frutta secca, miele e uva sultanina.
Cobeletti: biscotti liguri a forma di cappelletti ripieni di confettura.

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NOTIZIE DA PADRE BENIAMINO – 3 luglio

Questa volta il colera ha raggiunto i nostri villaggi, proprio quelli della nostra missione dove seguiamo le scuole e abbiamo scavato i pozzi per l’acqua potabile. Si sa il colera é un problema di igiene; purtroppo la popolazione usa l’acqua del fiume Oubangui per quasi tutti i bisogni: ci si lava, si fa il bucato, si lavano le stoviglie e anche si beve quell’acqua. Circa ogni decina di anni avviene il colera nei nostri villaggi. Questa volta semba essere più serio del solito. Improvvisamente una persona inizia con sintomi di forte diarrea e vomito che ingenerano disidratazione, indebolimento totale e puo’ sopraggiungere la morte. I Più toccati dall’epidemia sono i bambinie i ragazzi. Inizialmente si é parlato di 24 decessi e oltre duecento infetti in sei villaggi. Proprio questa mattina mi ha chiamato il catechista di Ndimba uno dei villaggi puù colpiti e mi ha aggiornato sul numero dei decessi che ha ormai superato la trentina. Il colera é molto contagioso e ci vuole il contatto fisico per la propagazione: stretta di mano, toccarsi. E’ facilmente curabile ma servono i medicinali adatti. Il paese e il comune di Bimbo ha riconosciuto l’esistenza dell’epidemia e sono già nei villaggi da alcuni giorni l’OMS, Medicins sans frontières, UNICEF. Fanno sensibilizzazione sulle condizioni igieniche da rispittare e curano gli infetti. Quando ieri mattina 2 luglio mi ha chiamato il catechista di Ndimba aggiornandomi sulla situazione, gli ho chiesto di cosa hanno bisogno, lui mi ha detto che serve sapone e prodotti igienici. Con la Caritas parrocchiale ci siamo mossi e abbiamo inviato dei cartoni di sapone e prodotti igenizzanti in ogni villaggio da distribuire alle famiglie. Vista la grande mobilità dai villaggi a Bimbo via fiume, é stato disposto un controllo su ogni piroga che arriva dai villaggi: si misura la febbre e se ci sono segnali che indicano una possibile infezione si viene mandati all’ospedale per maggiori controlli. Per ora non sono segnalati casi qui da noi a Bimbo ma la nostra gente mi ha priobito di andare nei villaggi. Speriamo bene. ​​​P. Beniamino

NOTIZIE DA PADRE BENIAMINO – 4 luglio

Ciao. Ho parlato con il medico che segue i villaggi e l’ evoluzione dell’ epidemia di colera.
Mi ha detto che i malati sono in aumento purtroppo. Così come i decessi.
Hanno installato un cordone sanitario e tutte le vie di accesso sono bloccate non si può accedere alla zona e non si può uscire. Quindi la popolazione è isolata, solo il personale medico e le missioni ufficiali sono autorizzati.
In ogni villaggio è stato insistito un centro di monitoraggio. La sua funzione è di sensibilizzare la popolazione, fare esami rapidi di positività o negatività dei casi sospetti e somministrare le cure ai positivi.
Il grande problema è la popolazione di cui non ci si occupa.
Non potendo uscire dalla zona l’ approvvigionamento di generi alimentari e di igiene è impossibile e comincia a farsi sentire il problema della nutrizione nei bambini e anziani.

Le necessità sarebbero di inviare sale,riso, zucchero, sapone, olio.

Mi ha detto che loro sono disponibili a portare questi prodotti a Ndim il villaggio centrale e da lì i catechisti farebbero lo smistamento nei vari villaggi. Tra i villaggi della zona la gente può comunicare e percorrere via fiume per raggiungere i vari villaggi.

50 kg di riso costa 50.000 fr cioè sui 76 euro
Un cartone con 80 pezzi di sapone 18.000 fr 27 euro. 50 kg di zucchero 50000 fr 76 euro. 25 litri ti olio 16000 fr 25 euro.
Io per ora posso inviare solo 5 cartoni di sapone.

fiume repubblica centrafricana
Fiume Repubblica Centrafricana

AGGIORNAMENTO PADRE BENIAMONO – 6 luglio

Questa mattina Jiango Be Africa, grazie al sostegno ricevuto nelle ultime 48 ore da molti benefattori, ha predisposto un bonifico di 4000€ per l’emergenza colera destinato alla popolazione Centrafricana.

Ecco le notizie appena pervenute da Padre Beniamino.

Aggiornamento sul progetto di intervento per l’emergenza colera nei villaggi di Bimbo

Sono appena rientrato da un’importante riunione con tutto lo staff della circoscrizione sanitaria di Bimbo, responsabile della gestione dell’emergenza colera nei villaggi situati lungo il fiume.

L’incontro è stato molto positivo. Le autorità sanitarie hanno accolto con grande favore la nostra proposta di intervento, riconoscendo che risponde a un bisogno concreto e urgente della popolazione.

Purtroppo l’emergenza non è ancora terminata. Continuano infatti a registrarsi nuovi casi di colera sia nei villaggi della zona sia sull’altra sponda del fiume, nella Repubblica del Congo. Ad oggi i casi complessivi superano le 300 persone. I pazienti più gravi sono assistiti in tre centri di trattamento appositamente allestiti, mentre gli altri vengono seguiti presso le proprie abitazioni. Una delle principali difficoltà rimane la prevenzione: molte famiglie, infatti, non dispongono delle conoscenze e dei mezzi necessari per adottare adeguate misure igienico-sanitarie.

Le autorità sanitarie ci hanno chiesto che ogni iniziativa sia realizzata in stretta collaborazione con loro e comunicata al Ministero della Sanità. Accogliamo con convinzione questa richiesta, perché crediamo che lavorare insieme alle istituzioni sia fondamentale per garantire un intervento efficace e trasparente.

Mercoledì prossimo si terrà una grande riunione con tutti i capi villaggio e il personale sanitario dei villaggi coinvolti. In quella sede presenteremo nel dettaglio il progetto, con il cronoprogramma delle attività, il budget previsto e gli obiettivi dell’intervento.

Il primo passo sarà la realizzazione di un censimento delle famiglie maggiormente vulnerabili, con particolare attenzione ai nuclei in cui sono presenti persone malate e anziani a carico. Sulla base di questi dati organizzeremo la distribuzione degli aiuti.

Non appena i fondi saranno disponibili, la Caritas provvederà all’acquisto dei beni di prima necessità per preparare almeno 1.200 kit familiari. Ogni kit conterrà indicativamente:
– 5 kg di riso;
– 2 kg di zucchero;
– 1 kg di sale;
– 1,5-2 litri di olio;
– saponi per l’igiene personale e domestica.

La distribuzione sarà effettuata congiuntamente dalla Caritas, dai capi villaggio e dal personale sanitario locale, così da garantire che gli aiuti raggiungano le famiglie che ne hanno maggiormente bisogno. I tempi di avvio dell’intervento dipenderanno dalla disponibilità dei fondi. Siamo però pronti a partire non appena avremo le risorse necessarie.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che stanno sostenendo questo progetto. Ogni contributo rappresenta un aiuto concreto per proteggere centinaia di famiglie e affrontare insieme questa emergenza con speranza e solidarietà.

Colera in Centrafrica: mancano acqua e igiene, e la gente si ammala

Aggiornamenti dai media: leggi l’articolo pubblicato su SIR, Servizio Informazione Religiosa

Da Jango Be Africa – Aggiornamento sul progetto di emergenza colera – 8 luglio

Desideriamo condividere con tutti voi una bellissima notizia.

La vostra generosità è stata davvero straordinaria: grazie al contributo di tanti benefattori siamo riusciti a raccogliere 21.870 euro. È un risultato importante che ci permetterà di realizzare un intervento concreto a favore delle famiglie colpite dall’emergenza colera.

Oggi Padre Beniamino avrà un incontro con il distretto sanitario e con le autorità locali per definire, insieme, le modalità di intervento più efficaci. È fondamentale che ogni azione venga pianificata e coordinata con le istituzioni sanitarie, affinché gli aiuti raggiungano rapidamente le persone che ne hanno più bisogno.

L’obiettivo sarà quello di intervenire nell’immediato con la distribuzione di kit alimentari e di beni di prima necessità alle famiglie più vulnerabili. Allo stesso tempo, grazie alle risorse raccolte, sarà possibile iniziare a progettare anche interventi più duraturi, come la realizzazione di pozzi per l’accesso ad acqua pulita. Garantire una fonte sicura di acqua rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per prevenire nuovi focolai di colera e migliorare le condizioni di vita delle comunità.

Vi terremo costantemente aggiornati sugli sviluppi del progetto, sulle decisioni che verranno prese insieme alle autorità sanitarie e sull’utilizzo dei fondi raccolti.

A nome di Padre Beniamino, della Caritas e di tutte le comunità che potranno beneficiare di questo intervento, grazie di cuore. La vostra solidarietà si sta trasformando in un aiuto concreto oggi e in un investimento per un futuro più sicuro e dignitoso per centinaia di famiglie.

Mi sembra bello condividere che la solidarietà è ancora un valore presente nelle nostre società…non ci aspettavamo una risposta così generosa… sarà di grande aiuto per la popolazione Centrafricana ma è di certo un gesto che rende i nostri missionari meno soli e li stimola ad andare avanti

Antonella